PH acido o alcalino?

Share

Il pH è l’abbreviazione di “potenziale di idrogeno” (dal termine inglese potential of hydrogen). Indica una grandezza chimico-fisica che esprime la concentrazione di ioni idrogeno (H⁺) presenti in una soluzione.

In termini più precisi, il pH misura l’attività degli ioni idrogeno in un liquido e consente di stabilire se una sostanza è:

  • acida (pH inferiore a 7)
  • neutra (pH pari a 7)
  • basica o alcalina (pH superiore a 7)
Scala del ph

È un parametro utilizzato principalmente per soluzioni liquide, ma il concetto si applica anche a sistemi biologici complessi, come fluidi corporei, tessuti e ambienti cellulari.

Dal punto di vista storico, il simbolo pH fu introdotto nel 1909 dal chimico danese Søren Peder Lauritz Sørensen, che lavorava presso il laboratorio Carlsberg di Copenaghen. La “p” deriva dal tedesco Potenz (potenza) o dal francese puissance, mentre la “H” indica l’idrogeno.

In sostanza, il pH non è una semplice etichetta, ma uno strumento matematico che permette di descrivere in modo quantitativo l’acidità o l’alcalinità di una sostanza con grande precisione.

Il pH del corpo umano: cosa misura davvero e cosa no

Il pH è una scala che misura l’acidità o l’alcalinità di una soluzione, andando da 0 (molto acido) a 14 (molto alcalino), con 7 che rappresenta la neutralità.

Nel nostro organismo il pH è un parametro fondamentale, ma va chiarito subito un punto: non esiste un unico “pH del corpo”. Ogni compartimento ha il suo valore specifico, regolato in modo estremamente preciso.

Il parametro più critico è il pH del sangue, che deve rimanere in un intervallo strettissimo: tra 7,35 e 7,45. Anche variazioni minime possono diventare pericolose. L’organismo mantiene questo equilibrio grazie a tre sistemi principali:

  • sistema tampone bicarbonato
  • respirazione (eliminazione di CO₂)
  • funzione renale (regolazione di acidi e basi)

Qui non si scherza: se il sangue esce da questi valori si parla di acidosi o alcalosi, condizioni cliniche serie.

Si può misurare il pH con le cartine sulla saliva?

Le cartine tornasole applicate alla saliva misurano il pH salivare, non quello del sangue.

ph
Cartine per rilevare il pH

Il pH della saliva normalmente oscilla tra 6,2 e 7,6, variando in base a:

  • alimentazione
  • idratazione
  • flusso salivare
  • igiene orale
  • presenza di batteri
  • ora della giornata

Misurarlo al mattino prima di mangiare può dare un valore più stabile, ma non è un indicatore affidabile dello stato acido-base sistemico.

Il corpo mantiene il pH del sangue indipendentemente dal pH della saliva o delle urine. Se così non fosse, basterebbe mangiare un’arancia per finire in terapia intensiva. Non funziona così.

I diversi pH del corpo

Ogni distretto ha un suo equilibrio fisiologico:

  • Sangue: 7,35–7,45 (leggermente alcalino)
  • Saliva: circa 6,2–7,6
  • Pelle: 4,2–5,6 (mantello acido protettivo)
  • Vagina: 3,8–4,5 in età fertile (protezione antimicrobica)
  • Stomaco: 1–3 (fortemente acido, necessario per la digestione)

Non esiste un valore “migliore” in assoluto: ogni tessuto ha il suo equilibrio specifico.

Malattie e “acidità”: cosa dice davvero la scienza

Qui bisogna essere chiari.

Non esiste evidenza scientifica che dimostri che:

  • diabete
  • obesità
  • tumori
  • ictus
  • cataratta
  • allergie
  • artrite

siano causati da una generica “acidificazione del corpo”.

Questa è una semplificazione tipica delle teorie alcaliniste, molto diffuse online ma non supportate dalla fisiologia.

È vero invece che:

  • alcune malattie possono alterare il pH (ad esempio chetoacidosi diabetica)
  • insufficienza renale può causare acidosi metabolica
  • gravi problemi respiratori possono alterare l’equilibrio acido-base

Ma in questi casi l’alterazione del pH è una conseguenza, non la causa primaria della malattia.

La famosa affermazione che “l’80% delle malattie è causato dall’acidità” non ha basi scientifiche solide.

Alimentazione e pH: cosa cambia davvero

È vero che alcuni alimenti producono un carico acido o alcalino a livello renale (PRAL), ma questo riguarda principalmente il pH delle urine, non quello del sangue.

Una dieta ricca di:

  • frutta
  • verdura
  • legumi

fornisce minerali come potassio e magnesio che favoriscono un buon equilibrio metabolico.

Ma non “alcalinizza il sangue”. Il sangue è già regolato con precisione millimetrica dai nostri sistemi fisiologici.

Il punto chiave

L’equilibrio acido-base è fondamentale, ma è un sistema autoregolato in modo straordinario dal corpo umano.

Misurare il pH salivare può essere interessante per la salute orale, ma non è un test affidabile dello stato di salute generale.

Se davvero il pH del sangue si alterasse per colpa di ciò che mangiamo quotidianamente, saremmo biologicamente molto fragili. In realtà siamo progettati con meccanismi di compensazione robustissimi.

La verità è meno spettacolare delle teorie “alcaliniste”, ma molto più affascinante: il nostro organismo è una macchina di regolazione fine incredibilmente sofisticata.

L bufale della dieta alcalina: cosa è vero e cosa no

La cosiddetta “dieta alcalina” si basa sull’idea che molti alimenti moderni acidifichino l’organismo e che questa acidificazione sia la causa di gran parte delle malattie croniche. L’idea è seducente, semplice, intuitiva. Peccato che la fisiologia racconti una storia diversa.

Vediamo i punti principali.

Mito 1: gli alimenti cambiano il pH del sangue

No.
Il pH del sangue è mantenuto tra 7,35 e 7,45 tramite:

  • sistema tampone bicarbonato
  • regolazione respiratoria (CO₂)
  • regolazione renale

Se il sangue scendesse anche solo a 7,1 o salisse a 7,6, saremmo in emergenza medica. Non è qualcosa che una bistecca o un’arancia possono fare in una persona sana.

Gli alimenti possono modificare il pH delle urine, non quello del sangue.

Mito 2: i cibi “acidi” fanno venire il tumore

Questa è una delle affermazioni più diffuse. L’idea nasce dal fatto che le cellule tumorali producono acido lattico (effetto Warburg). Ma qui c’è un errore logico enorme.

Il tumore crea un microambiente acido locale.
Non è l’ambiente acido sistemico a creare il tumore.

Non esiste evidenza clinica che dimostri che “alcalinizzare la dieta” prevenga o curi il cancro. Le principali organizzazioni oncologiche internazionali non riconoscono la dieta alcalina come terapia.

Mito 3: più il corpo è alcalino, più sei sano

Il corpo non deve essere “più alcalino”.
Deve essere equilibrato.

Il sangue è leggermente alcalino.
Lo stomaco deve essere fortemente acido.
La pelle è leggermente acida.
La vagina in età fertile è acida per protezione antimicrobica.

Se rendessimo tutto alcalino, comprometteremmo funzioni vitali.

Mito 4: le malattie croniche derivano dall’acidità

Obesità, diabete, ictus, artrite, allergie: non sono causate da una generica “acidificazione”.

Possono esistere alterazioni metaboliche in alcune patologie (come l’acidosi diabetica), ma si tratta di condizioni cliniche specifiche e gravi, non di uno squilibrio cronico dovuto alla dieta normale.

Dire che “l’80% delle malattie deriva dall’acidità” non è supportato da linee guida scientifiche ufficiali.

Cosa c’è di vero nella dieta alcalina

Qui bisogna essere onesti.

Le persone che seguono una dieta “alcalina” spesso:

  • mangiano più frutta e verdura
  • riducono cibi ultraprocessati
  • assumono più fibre
  • migliorano il bilancio minerale

Questo migliora la salute metabolica.
Ma non perché “alcalinizza il sangue”.

Migliora perché:

  • riduce l’infiammazione sistemica
  • migliora il controllo glicemico
  • favorisce il microbiota
  • riduce il carico calorico eccessivo

Il beneficio è reale. La spiegazione “acido-base” è spesso sbagliata.

Il concetto corretto: carico acido renale

Esiste un parametro chiamato PRAL (Potential Renal Acid Load), che indica il carico acido che i reni devono gestire.

Diete ricche di proteine animali e povere di vegetali aumentano il carico acido renale.
Ma in un soggetto sano i reni compensano perfettamente.

Il problema può emergere in persone con insufficienza renale, non nella popolazione generale sana.

La visione equilibrata

Il corpo umano non è fragile come certi guru fanno credere. È un sistema finemente regolato.

Mangiare più vegetali è una scelta sensata.
Ridurre zuccheri e ultraprocessati è una scelta intelligente.
Ma non perché “neutralizziamo l’acidità”.

La salute non si gioca su una cartina tornasole.
Si gioca su metabolismo, infiammazione, qualità del cibo, movimento, sonno.

La fisiologia è più complessa di uno slogan. Ed è proprio questa complessità che la rende affascinante.