Il caffè, benefici e controindicazioni

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Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo. Ogni giorno se ne bevono globalmente quasi 2 miliardi di tazze, un numero che dà l’idea del suo peso culturale e sociale. In Italia il consumo è particolarmente elevato: si stimano decine di milioni di caffè al giorno, soprattutto sotto forma di espresso, vero rito quotidiano più che semplice bevanda.

Nel Medioevo venne etichettato come “bevanda del diavolo”, ma il sospetto durò poco. Una volta superate le diffidenze iniziali, il caffè divenne rapidamente di uso comune, diffondendosi in Europa e poi nel resto del mondo.

Dal punto di vista nutrizionale e fisiologico, il caffè è tutt’altro che banale. È una fonte significativa di antiossidanti, in particolare di acidi clorogenici, composti fenolici che contribuiscono a contrastare lo stress ossidativo. Queste molecole sono studiate per il loro possibile ruolo protettivo sul sistema nervoso centrale e sulle funzioni cognitive, come memoria e attenzione. La quantità di acidi clorogenici varia molto in base al tipo di caffè e al metodo di estrazione, ma una tazza può apportarne una quantità tutt’altro che trascurabile.

Numerosi studi osservazionali associano il consumo moderato di caffè a una riduzione del rischio di sviluppare il morbo di Parkinson e a un minor rischio di diabete di tipo 2. Attenzione però: si parla di associazioni statistiche, non di farmaci preventivi. Il caffè aiuta, non fa miracoli.

Per anni è stato accusato di essere dannoso per il cuore, ma oggi sappiamo che un consumo moderato (fino a 3 tazzine al giorno per un adulto sano) non aumenta il rischio cardiovascolare nella popolazione generale. In molti casi, anzi, si osservano effetti neutri o lievemente favorevoli.

La caffeina, insieme a minerali come il potassio, ha un effetto stimolante sul sistema nervoso centrale, migliora temporaneamente vigilanza, tempi di reazione e concentrazione. Stimola la secrezione gastrica e la motilità intestinale e ha anche un lieve effetto lipolitico, che può favorire il dimagrimento se inserito in uno stile di vita corretto (qui niente scorciatoie).

Detto questo, il caffè va trattato con rispetto. L’abuso non perdona.

Un consumo eccessivo può:

  • irritare la mucosa gastrica e peggiorare disturbi digestivi
  • provocare tachicardia, tremori, agitazione e nervosismo
  • aumentare la perdita urinaria di calcio, con effetti negativi sull’osso se l’apporto di calcio è insufficiente
  • ridurre l’assorbimento del ferro non-eme, favorendo o peggiorando stati anemici se assunto durante i pasti

Conclusioni

Tieni conto che la caffeina è presente anche in tè, bevande energetiche, cola e cioccolato 
Non superare le tre tazzine di caffè al giorno
Il consumo moderato è associato a un minor rischio di morbo di Parkinson
È una bevanda ricca di antiossidanti di alto profilo biologico
Stimola memoria, umore, attenzione, tempi di reazione e funzioni cognitive
Evita il caffè se soffri di gastrite, ulcera, reflusso, osteoporosi o anemia
Ricorda che il caffè Robusta contiene molta più caffeina rispetto all’Arabica
In gravidanza non superare i 200 mg di caffeina al giorno (meglio ridurre drasticamente)
Se soffri di insonnia, evita il caffè dopo le ore 17


Ricette gastronomiche con il caffè

Brownies con caffè