Anno bisestile, sai perché avviene ogni 4 anni? Leggi questo articolo

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Ci sono molte dicerie sull’anno bisestile: alcuni lo considerano un portatore di disgrazie. Quante volte abbiamo collegato eventi particolarmente tristi proprio a un anno bisestile? La verità è che il povero 29 febbraio è stato accusato di cose che non ha mai fatto.

Come tutti sanno, l’anno bisestile ha un giorno in più rispetto agli altri. Ma perché esiste davvero?

La Terra, per compiere un giro completo attorno al Sole, non impiega esattamente 365 giorni, bensì 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e circa 45 secondi. Il nostro calendario, però, per comodità ne conta solo 365. E allora nasce la domanda: che fine fanno quelle quasi sei ore in più ogni anno?

Se ignorassimo sistematicamente questo “avanzo di tempo”, l’errore si accumulerebbe. In circa 4 anni perderemmo quasi un giorno intero; in un secolo lo sfasamento arriverebbe a circa 25 giorni. Le stagioni slitterebbero lentamente, fino ad avere l’estate a marzo e l’inverno a settembre. Altro che disgrazie: sarebbe un bel caos.

Ecco perché ogni 4 anni si aggiunge un giorno al mese di febbraio: il famoso 29. Serve a recuperare quelle quasi 6 ore l’anno e mantenere il calendario allineato con il moto reale della Terra.

C’è però un dettaglio interessante che pochi conoscono: non tutti gli anni divisibili per 4 sono bisestili. Gli anni secolari (come 1700, 1800, 1900) non lo sono, a meno che non siano divisibili per 400. Per questo il 2000 è stato bisestile, mentre il 1900 no. È una finezza del calendario gregoriano, introdotta nel 1582, proprio per essere ancora più precisi nel lungo periodo.

Insomma, l’anno bisestile non porta sfortuna:
porta ordine, precisione e un piccolo promemoria del fatto che la natura non ama i numeri tondi. E se proprio vogliamo trovare qualcosa di “strano”, è che ci lamentiamo di un giorno in più… quando in realtà ce lo stiamo solo restituendo 😉