Il Bicarbonato di sodio

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Il bicarbonato di sodio è il sale di sodio dell’acido carbonico.
Quando viene riscaldato oltre i 50 °C, tende a decomporsi liberando anidride carbonica (CO₂) e formando carbonato di sodio (Na₂CO₃). Quest’ultimo ha una soluzione acquosa con pH di circa 11,5 a 25 °C, quindi decisamente basica.
Oggi il bicarbonato di sodio viene prodotto principalmente con il metodo Solvay, lo stesso processo industriale impiegato per ottenere anche il carbonato di sodio.

Bufale, verità e credenze

Ci sono persone convinte che il bicarbonato di sodio possa addirittura curare il tumore.
Altri lo considerano un disinfettante naturale per frutta e verdura, c’è chi lo usa per lenire disturbi gastrici e chi lo mescola all’aceto per le pulizie domestiche.
Senza dimenticare che è anche impiegato nell’industria farmaceutica come principio attivo in molti farmaci antiacido.

Insomma, questa polvere bianca si è guadagnata una reputazione quasi leggendaria, tra scienza, rimedi popolari e qualche mito da sfatare.
Vediamo allora quali credenze hanno un fondamento reale e quali, invece, appartengono al mondo delle illusioni.

Bicarbonato e pulizie di casa, ecco la bufala

La convinzione che mescolare bicarbonato di sodio e aceto sia un rimedio “miracoloso” per pulire e disinfettare è ormai diffusissima… ma niente di più falso.
Dal punto di vista chimico, le due sostanze si neutralizzano a vicenda: l’acido acetico dell’aceto reagisce con il bicarbonato, e la reazione produce anidride carbonica (le bollicine) e acetato di sodio, una soluzione blanda e poco efficace come detergente.
Il risultato? Si perdono sia le proprietà basiche del bicarbonato, sia quelle disinfettanti e sgrassanti dell’aceto.
Meglio usarli separatamente, ognuno per la funzione che gli compete.

Bicarbonato e tumore: cosa c’è di vero

Sfatiamo anche questa grande credenza: l’idea che assumere bicarbonato di sodio possa guarire dal tumore o offrire benefici significativi è priva di fondamento scientifico.
La teoria nasce dal presupposto che il bicarbonato, essendo alcalino, possa neutralizzare l’acidità che si sviluppa nei tessuti tumorali, ostacolando così la crescita delle cellule cancerose.
In realtà, questo principio è molto semplificato e non tiene conto della complessità del metabolismo tumorale.

Alcuni studi sperimentali stanno effettivamente valutando come indirizzare l’effetto alcalinizzante del bicarbonato direttamente al tessuto tumorale, ma finora i risultati sono solo preliminari e non applicabili sull’uomo.
L’uso endovenoso, inoltre, è estremamente rischioso, perché può alterare il pH del sangue e danneggiare organi sani.
Insomma, per ora quella del “bicarbonato miracoloso contro il cancro” resta una leggenda, non una terapia.

Pulizia delle verdure

Pulire frutta e verdura con il bicarbonato di sodio non ha alcun effetto igienizzante né tantomeno la capacità di rimuovere pesticidi o sostanze chimiche, anche se l’uso “domestico” è spesso indicato sulle confezioni.
In passato si pensava che modificare il pH dell’acqua d’ammollo potesse creare un ambiente sfavorevole per batteri e patogeni, ma la realtà è diversa:
molti microrganismi riescono a sopravvivere e proliferare anche a pH 8,5–9, cioè il valore massimo che può raggiungere una soluzione di bicarbonato.

Per una pulizia davvero efficace, è molto più utile immergere frutta e verdura in acqua calda (circa 70 °C) per 2 minuti, senza aggiungere alcun prodotto, oppure utilizzare disinfettanti alimentari specifici disponibili in commercio.

Bicarbonato, malattie e farmaci

Il bicarbonato di sodio è spesso presente nei farmaci contro l’acidità di stomaco e la gastrite, grazie alla sua azione alcalinizzante che aiuta a neutralizzare l’eccesso di acido gastrico.
Tuttavia, non è affatto una sostanza “innocua” come molti credono: può avere effetti collaterali e controindicazioni importanti.

Le persone con insufficienza renale grave, ipertensione, oppure in terapia con corticosteroidi o corticotropina, non dovrebbero assumere bicarbonato di sodio senza controllo medico.
Va usato con estrema cautela anche in gravidanza e allattamento.

L’abuso o l’uso scorretto può provocare crampi allo stomaco, distensione addominale, flatulenza, ma anche disturbi più seri come formazione di calcoli renali, difficoltà respiratorie, aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrica e, nei casi più gravi, edema polmonare.

In sintesi, se si è sotto cura farmacologica o si soffre di una patologia cronica, è sempre indispensabile consultare il medico prima di usare il bicarbonato, anche solo come “rimedio naturale”

Bicarbonato di sodio e pulizia dei denti

L’uso del bicarbonato di sodio per pulire i denti è un metodo che funziona grazie alla sua azione abrasiva, utile per rimuovere macchie superficiali e rendere lo smalto più lucido.
Tuttavia, non è una pratica da fare ogni giorno: l’abrasione e l’alterazione del pH naturale della bocca possono danneggiare la flora batterica orale, indebolendo le difese naturali contro batteri e agenti patogeni.

Il risultato, a lungo andare, può essere irritazione delle gengive, ipersensibilità dentale e un aumento del rischio di infezioni orali.
Per questo motivo, l’uso del bicarbonato sui denti è consigliato non più di una volta a settimana, e sempre con delicatezza, magari alternandolo a un dentifricio specifico consigliato dal dentista.

Bicarbonato di sodio e limone

Come già accennato, il bicarbonato di sodio, quando viene mischiato a una sostanza acida come il succo di limone, si neutralizza chimicamente.
Le bollicine che si formano nel bicchiere sono semplicemente anidride carbonica, prodotta dalla reazione tra acido citrico e bicarbonato.

Molti assumono questa miscela ogni mattina convinti dei suoi “miracolosi” effetti depurativi o digestivi.
La verità? Più che un elisir, state bevendo acqua frizzantina al gusto di limone, perché del bicarbonato attivo non ne è rimasto quasi nulla.
L’unico effetto reale potrebbe essere un placebo, cioè sentirsi meglio solo per convinzione… ma almeno è un placebo con un buon sapore!

Conclusioni

Il bicarbonato di sodio può essere utile, ma solo se usato con consapevolezza e le dovute precauzioni.
Ha un pH di circa 8,5–9: molti microrganismi riescono a sopravvivere a questo valore, altri invece muoiono, ma non è mai un rimedio risolutivo al 100%.

Quando viene riscaldato oltre i 50 °C, si decompone in carbonato di sodio e anidride carbonica.
Il carbonato di sodio ha un pH di circa 11,5 a 25 °C, creando un ambiente ancora più ostile per i batteri.

Mescolare il bicarbonato con una sostanza acida non ha alcun senso: le due sostanze si neutralizzano a vicenda, perdendo l’efficacia di entrambe.

Per la pulizia dei capi o della casa, meglio usare percarbonato di sodio, più stabile ed efficace.
In cucina, il bicarbonato rimane ottimo per rendere i dolci più soffici, sfruttando la sua capacità di liberare anidride carbonica durante la cottura.