Le nostre abitudini alimentari influiscono sulla nostra vita modificando il nostro corpo.

“Siamo quello che mangiamo”
asseriva nell’ottocento il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach
“Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto” Una verità sempre attuale
La citazione del filosofo tedesco Paracelso è tanto riflessiva quanto vera.
Negli anni, e ancora oggi, la scienza continua a confermare le sue parole, gli studi e le ricerche hanno dimostrato che un’alimentazione sbilanciata e il consumo di cibo spazzatura rappresentano un pericolo reale per la nostra salute, un vero e proprio veleno quotidiano.
Secondo l’American Institute for Cancer Research, le cattive abitudini alimentari sarebbero responsabili di circa tre tumori su dieci.
In Italia possiamo vantare la dieta mediterranea, riconosciuta come una delle più sane al mondo, ma va seguita con criterio.
In piccole quantità, infatti, il nostro organismo riesce a gestire molte delle sostanze potenzialmente dannose come zucchero, sale e farine raffinate metabolizzandole correttamente, purché il consumo resti moderato e consapevole.
Le sostanze che favoriscono la formazione dei tumori
Tra le sostanze più a rischio, alcune meritano particolare attenzione.
Aflatossine
Sono composti tossici prodotti da muffe che possono svilupparsi in alimenti mal conservati, soprattutto mais e frutta secca. Sono inodori e insapori, ma altamente cancerogene anche a dosi minime.
In Italia i controlli sono molto severi, tanto che il rischio è quasi nullo nei prodotti nazionali. Tuttavia, la prudenza è d’obbligo per gli alimenti provenienti da Paesi in via di sviluppo, dove le condizioni igieniche e i controlli sanitari sono spesso carenti.
Nitriti e nitrati
Sono conservanti usati in carni lavorate, salumi, pesce marinato e talvolta in prodotti caseari. I nitrati, di per sé innocui, possono trasformarsi in nitriti, che a loro volta possono generare nitrosamine, sostanze riconosciute come fortemente cancerogene.
La Food and Drug Administration (FDA) le ha definite tra le più pericolose mai identificate.
Il ricercatore William Lijinsky ha dimostrato che le nitrosamine, somministrate ad animali da laboratorio, hanno provocato lo sviluppo di tumori nel 100% delle cavie in pochi mesi, colpendo organi come cervello, fegato, pancreas, polmoni, stomaco e intestino.
Un dato che lascia poco spazio ai dubbi.
Acrilammide
Si forma durante la cottura ad alte temperature di alimenti ricchi di amido – come pane, biscotti, patate o cereali. Le concentrazioni normalmente presenti negli alimenti restano entro limiti gestibili dal nostro corpo, ma un consumo eccessivo di cibi fritti o troppo dorati può aumentare l’esposizione a questa sostanza indesiderata.
Grassi e proteine animali
Un’alimentazione eccessivamente ricca di grassi saturi e proteine animali può favorire l’insorgenza di tumori, specialmente del tratto intestinale.
Al contrario, una dieta equilibrata e varia, basata su fibre, legumi, cereali integrali, frutta e verdura, aiuta a proteggere l’organismo grazie al loro contenuto di vitamine, antiossidanti e oligoelementi.
In conclusione
Non esistono alimenti buoni o cattivi in assoluto, ma scelte alimentari giuste o sbagliate nel lungo periodo. La chiave è sempre l’equilibrio: mangiare di tutto, in quantità moderate, privilegiando alimenti freschi e poco lavorati.
La scienza lo conferma da tempo e Paracelso lo aveva già intuito secoli fa.
Non è il veleno in sé a uccidere, ma la dose con cui lo assumiamo.
