
I grassi trans (TFA) sono presenti in natura in piccole quantità (ad esempio nei derivati di ruminanti come latte e carne), ma il vero problema è la versione “artificiale”. La società moderna ha iniziato a produrli e aggiungerli a molti cibi per prolungarne la conservazione e migliorarne la consistenza. Cibi pronti, merendine, patatine, hamburger industriali e glasse sono spesso miniere di questi composti.
Cosa sono esattamente?
I grassi trans artificiali sono principalmente il prodotto del processo di idrogenazione, che trasforma oli vegetali liquidi in grassi semisolidi. Questo processo rende gli oli versatili, stabili nel tempo e, soprattutto, economici (pensiamo alla margarina di vecchia concezione).
È interessante notare che, a differenza dei prodotti industriali, alcuni grassi trans naturali come l’acido vaccenico (presente nel latte e derivati) sembrano essere innocui o, secondo alcuni studi, addirittura benefici. Il vero nemico resta l’idrogenazione industriale.
Legislazione e Prevenzione
- Danimarca (2003): È stato il primo paese a limitare i TFA per legge. Risultato? Le morti per malattie cardiovascolari sono calate del 4% in pochi anni.
- Unione Europea (2018/2019): Ha stabilito un limite massimo di 2 grammi di TFA industriali per 100 grammi di grassi totali nei prodotti alimentari.
- USA (FDA): Nel 2018 ha rimosso gli oli parzialmente idrogenati dalla lista degli alimenti sicuri (GRAS), dando il via a una messa al bando progressiva.
- OMS: Il piano REPLACE mirava a eliminare i grassi trans prodotti industrialmente entro il 2023. Sebbene ci siano stati grandi passi avanti, la strada è ancora lunga in molti paesi.
Gli effetti sull’organismo
Assumere grassi trans per lungo tempo aumenta fino al 30% il rischio di malattie cardiovascolari, infarti, ictus e insufficienza circolatoria. Ma come agiscono? In modo spietato: aumentano il colesterolo “cattivo” (LDL) e, a differenza dei grassi saturi comuni, abbassano contemporaneamente quello “buono” (HDL). Si ipotizzano inoltre legami con processi infiammatori che favoriscono il declino cognitivo e altre patologie sistemiche.
Cosa evitare?
Sostituire questi grassi con oli naturali, come l’olio extravergine di oliva, è una scelta che salva la vita. Ecco una lista di prodotti a cui prestare massima attenzione (leggendo sempre l’etichetta alla ricerca di “grassi parzialmente idrogenati”):
- Patatine e snack confezionati
- Merendine e dolci industriali
- Carni precotte e panate (nuggets, cotolette pronte)
- Creme spalmabili di bassa qualità
- Margarine e oli per fritture industriali
- Pizze surgelate e piatti pronti
Conclusioni
I grassi trans uccidono in silenzio. Il danno che provocano al cuore e alle arterie si accumula nel tempo, spesso diventando evidente quando è troppo tardi. La prevenzione inizia leggendo bene le etichette: se leggi “oli parzialmente idrogenati”, rimetti il prodotto sullo scaffale.
