Immagina l’elettricità come un flusso d’acqua che scorre dentro un tubo. La resistenza è come una strozzatura in quel tubo o un rubinetto parzialmente chiuso.
Ecco una guida semplice per capire a cosa servono e perché non puoi farne a meno:
- Cos’è in parole povere?
La resistenza (si misura in Ohm Ω) è un componente che “ostacola” il passaggio della corrente. Più alto è il valore della resistenza, meno corrente passa. - Perché si usano?
Senza resistenze, i tuoi componenti farebbero una brutta fine.
Protezione: Molti componenti (come i LED) sono delicati. Se gli dai tutta la corrente della batteria, bruciano all’istante. La resistenza serve a “frenare” la corrente per portarla al livello giusto.
Divisione del lavoro: Servono a distribuire la tensione in un circuito, decidendo quanta energia deve andare a una parte e quanta a un’altra. - Quando si usano?
Le userai praticamente sempre. Gli esempi classici sono:
Per accendere un LED: Metterai sempre una resistenza in serie al LED per non farlo esplodere.
Per regolare il volume: I manubri della radio (potenziometri) sono in realtà resistenze variabili.
Per scaldare: In una stufetta elettrica o in un asciugacapelli, il calore è generato proprio da grandi resistenze che “faticano” a far passare la corrente e quindi si scaldano - Come le riconosci?
Sono quei piccoli cilindretti colorati. Quelle strisce di colore non sono per bellezza: sono un codice che ti dice quanto “frena” quella resistenza
Ora vediamo di capire come si interpretano le resistenze, ne illustrerò di diversi tipi iniziando da quella più comune


la resistenza a carbone è quella più comune è più usata, vediamo come leggere il suo valore ohmico, le resistenze possono avere 4 o 5 colori vediamo quella raffigurata a 4 colori, partendo da sinistra vediamo il primo colore marrone che equivale al numero 1, il secondo valore e il colore nero che equivale a zero, i terzo colore è di nuovo il marrone che rappresenta il numero uno, quarto colore, oro, questa resistenza ha un valore ohmico di 100 ohm con una tolleranza del 5%, vediamo come si interpretano,
primo colore marrone = 1
secondo colore nero = 0
Il terzo colore sta ad indicare quanti zeri dobbiamo aggiungere, in questo caso il marrone vale come numero uno, e cosi aggiungeremo uno zero il totale sarà proprio 100 ohm, se il terzo colore fosse stato nero, che equivale a zero, non aggiungeremo nessuno zero e il valore sarebbe rimasto a 10 ohm, il quarto colore riguarda la tolleranza della resistenza in questo caso oro è uguale al 5 %, l’argento è uguale al 10% ci sono anche resistenze all’1 %.
Spendo due parole anche su come leggerle con i multipli, se una resistenza ha valore di 1000 ohm si può dire anche 1K, il K è multiplo di mille
come vedete nelle figure sotto una resistenza con valore di 3600 ohm la si può chiamare anche 3.6 KΩ (3.6 kilo-ohm)


Inoltre ce un altro importantissimo dato che sono i watt, i watt per una resistenza vuol dire il calore che può supportare, più alto sarà l’amperaggio che deve passare attraverso la resistenza, più la resistenza genererà calore. Le resistenze in commercio hanno diversi watt:
1/4 di watt, (un quarto di watt)
1/2 watt, (mezzo watt)
1 watt,
2 watt,
3 watt,
5 watt,
10 watt , ecc. tutto dipende dall’uso che dovete farci, esistono poi vari tipi di resistenze:


Resistenze SMD,
SMD è l’acronimo di Surface Mounting Device (ovvero “Dispositivo a Montaggio Superficiale”)



Non collegate mai una resistenza direttamente al carico che si vuole pilotare, tranne qualche eccezione, come alimentare un diodo led o tutto quello che rientra nel wattaggio della resistenza stessa, ES: se una resistenza ha 10 watt il carico non deve superare i 10 watt.

