
L’abuso di antibiotici e il pericolo della resistenza batterica
Nel corso degli anni, per timore di complicazioni o come “riparo preventivo”, gli antibiotici sono stati spesso prescritti (e assunti) anche quando non strettamente necessari. Questo abuso ha generato un problema ben più serio: la resistenza antibiotica.
A forza di essere esposti ai farmaci, molti batteri hanno imparato a difendersi e mutare, sviluppando veri e propri meccanismi di resistenza che li rendono insensibili all’azione dell’antibiotico.
A peggiorare la situazione, è stato anche l’uso massiccio di antibiotici negli allevamenti intensivi, impiegati per prevenire infezioni o favorire la crescita degli animali. Questa pratica ha contribuito in modo significativo alla diffusione di ceppi batterici resistenti, che possono poi trasferirsi all’uomo attraverso la catena alimentare o l’ambiente.
Oggi la comunità scientifica di tutto il mondo è impegnata nella ricerca di nuove soluzioni terapeutiche durature, capaci di contrastare i cosiddetti “superbatteri”, resistenti a più classi di antibiotici.
Ma come agiscono gli antibiotici?
Gli antibiotici sono sostanze che agiscono uccidendo i batteri o inibendone la crescita e la riproduzione. In generale, operano attraverso quattro principali meccanismi d’azione:
- Disgregazione della membrana cellulare – Alcuni antibiotici, come le polimixine, distruggono la struttura lipidica della parete cellulare batterica, causando la morte del microrganismo.
- Inibizione della sintesi proteica – Farmaci come le tetracicline e gli aminoglicosidi (gentamicina), ma anche cloramfenicolo e macrolidi, bloccano i processi di produzione delle proteine necessarie alla sopravvivenza del batterio.
- Inibizione della sintesi degli acidi nucleici – Alcuni antibiotici, come la novobiocina o le rifamicine, interferiscono con la duplicazione del DNA o la trascrizione in RNA, impedendo la riproduzione del batterio.
- Inibizione della sintesi della parete cellulare – È il meccanismo tipico delle penicilline e delle cefalosporine, che impediscono al batterio di formare una parete robusta, rendendolo vulnerabile e portandolo alla lisi.
Uso corretto
Esistono antibiotici a spettro ristretto, efficaci contro specifici batteri, e antibiotici a largo spettro, in grado di agire su un’ampia gamma di microrganismi.
In ogni caso, è fondamentale assumerli solo su prescrizione medica, dopo aver identificato la causa dell’infezione. Gli antibiotici, infatti, non hanno alcun effetto sui virus, quindi non servono per curare influenza, raffreddore o altre infezioni virali.
Una volta iniziata la terapia, va sempre portata a termine nei tempi indicati dal medico, anche se i sintomi migliorano prima. Interrompere il trattamento troppo presto favorisce proprio la sopravvivenza dei batteri più resistenti.
Va ricordato, infine, che gli antibiotici alterano l’equilibrio della flora batterica intestinale, e per questo motivo può essere utile accompagnare la cura con un probiotico, previo consiglio del medico o del farmacista.
