
Quando soffriamo di raffreddore, allergie, infezioni, sinusite o naso chiuso, spesso ricorriamo subito a uno spray nasale. Ma ti sei mai chiesto quali possibili controindicazioni possiedono? Hai mai letto il foglietto illustrativo? Gli spray nasali non sono così innocui come molti credono.
Come agiscono
Gli spray nasali contengono principi attivi che riducono l’afflusso di sangue alla mucosa e ai turbinati del naso. Questi principi attivi si legano ai recettori adrenergici di tipo α1, che fanno parte del sistema nervoso simpatico, causando la contrazione della muscolatura di naso, gola e seni paranasali e riducendo il gonfiore interno.
Effetti sul cervello
Anche se l’effetto principale è locale, alcune sostanze degli spray possono entrare nel circolo sanguigno o influenzare direttamente i nervi che collegano il naso al cervello. Questo succede perché i recettori adrenergici coinvolti non si trovano solo nel naso: fanno parte del sistema nervoso simpatico, che regola funzioni come frequenza cardiaca, pressione sanguigna, vigilanza e livelli di eccitazione. Per questo motivo, l’uso eccessivo o prolungato di spray nasali può provocare effetti come nervosismo, insonnia, agitazione o aumento della pressione arteriosa, soprattutto in soggetti sensibili.
Pro e contro degli spray nasali
Vantaggi:
- Riduzione rapida del gonfiore e della congestione nasale
- Miglioramento della respirazione e del comfort quotidiano
- Sollievo immediato in caso di raffreddore o sinusite
Svantaggi e rischi:
- Possibile dipendenza locale: l’uso prolungato può provocare un effetto rebound,
con peggioramento della congestione - Effetti sul sistema nervoso centrale: nervosismo, insonnia, agitazione
- Aumento della pressione sanguigna in soggetti predisposti
- Non adatto a bambini piccoli o persone con alcune patologie cardiovascolari
Principi attivi più usati negli spray nasali
Tra i principi attivi più comuni troviamo:
- Pseudoefedrina: somministrata per via orale, ha effetto decongestionante stimolando il rilascio di noradrenalina, che a sua volta agisce sui recettori adrenergici.
- Efedrina: utilizzata localmente sotto forma di spray nasale o gocce, agisce in modo simile alla pseudoefedrina favorendo il rilascio di noradrenalina.
- Fenilefrina: disponibile sia per uso locale che orale, è indicata per il trattamento di raffreddore e stati influenzali.
- Nafazolina: generalmente impiegata come spray nasale, ma il principio attivo viene usato anche come collirio per la decongestione oculare.
- Xilometazolina: utilizzata come decongestionante della mucosa nasale e orale.
- Ossimetazolina: somministrata per via locale, ma se ingerita può provocare tossicità, come ipertensione e cefalea.
Nota per gli sportivi:
- Nafazolina, fenilefrina e ossimetazolina non sono considerate sostanze dopanti se usate per via nasale.
- Pseudoefedrina, efedrina e xilometazolina invece rientrano tra le sostanze vietate in ambito sportivo.
Perché l’EMA sta indagando sui farmaci a base di pseudo-efedrina?
Alcuni nuovi studi hanno segnalato rari casi di encefalopatia posteriore reversibile (PRES) e di vasocostrizione cerebrale reversibile (RCVS) dopo l’assunzione di farmaci contenenti pseudoefedrina. Queste condizioni riducono temporaneamente l’afflusso di sangue al cervello, con rischio di ischemia.
L’EMA ha comunicato:
“I medicinali contenenti pseudoefedrina presentano un rischio noto di eventi ischemici cardiovascolari e cerebrovascolari, inclusi ictus e infarto. Restrizioni e avvertenze per ridurre questi rischi sono già incluse nelle informazioni di prodotto. Tuttavia, considerando la gravità di PRES e RCVS, il profilo di sicurezza della pseudoefedrina e le indicazioni per cui è approvata, verranno analizzate tutte le informazioni disponibili per decidere se modificare o revocare l’autorizzazione dei farmaci che la contengono”.
È importante sottolineare che il numero di casi segnalati è molto limitato. Anche l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha precisato che non si tratta di un’emergenza e che il rapporto rischio/beneficio dei farmaci a base di pseudoefedrina non è cambiato.
Tuttavia, il numero dei casi è molto limitato e la stessa AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha sottolineato che non si tratta di una problematica urgente, né deve considerarsi modificato il rapporto rischio/beneficio di questi farmaci.
Conclusioni:
i spray nasali decongestionanti non vanno usati per un lungo periodo, se dopo 4/7 giorni non si ha un miglioramento del malessere bisogna consultare un medico. Leggere sempre il foglietto illustrativo e rispettare i tempi di utilizzo è fondamentale per evitare effetti collaterali, sia locali che sul sistema nervoso centrale.
Le informazioni riportate in questi articoli sono prettamente di natura illustrativa, e non consentono di acquisire l’esperienza indispensabile per il loro uso o pratica. Usare queste informazioni a scopo personale senza aver prima consultato uno specialista nel settore significa assumersi le proprie responsabilità.
