Differenza tra giudice e magistrato è più sottile di quanto sembri

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Quando si parla di giustizia in Italia, si cade spesso in un equivoco che può sembrare solo linguistico, ma che nasconde un mondo di implicazioni: giudice e magistrato non sono la stessa cosa, ma quasi.

La differenza tra giudice e magistrato non è nella preparazione, né nella carriera: è nella funzione esercitata. Tutti i giudici sono magistrati, ma non tutti i magistrati sono giudici. Confuso? Aspetta, andiamo con ordine.

Magistrato: un’etichetta, due funzioni

Nel sistema giudiziario italiano, “magistrato” è un termine ombrello che comprende due figure:

  • Il giudice (magistrato giudicante): colui che ascolta le parti e prende una decisione.
  • Il pubblico ministero, o PM (magistrato requirente): colui che raccoglie le prove, coordina le indagini, e sostiene l’accusa.

Entrambi hanno superato lo stesso concorso pubblico, fanno lo stesso percorso formativo, e iniziano la carriera fianco a fianco. La distinzione avviene dopo l’ingresso in servizio, quando scelgono una funzione. Ma, a differenza di quanto si potrebbe pensare… possono anche invertirsi i ruoli.

Un magistrato può diventare giudice? Sì, ed è proprio questo il problema.

Nel sistema italiano esiste la carriera unica della magistratura: un PM può diventare giudice e viceversa. L’unico limite è che non può cambiare funzione nello stesso procedimento, ovviamente per evitare conflitti di interesse macroscopici.

Questa elasticità ha fatto storcere il naso a molti giuristi, politici e osservatori internazionali. Perché?

Perché l’imparzialità del giudice si basa anche sulla sua distanza culturale e professionale dal ruolo dell’accusatore. Se oggi indaghi e domani giudichi, il confine tra chi persegue e chi decide si sfuma, lasciando spazio a possibili pregiudizi di sistema.

La riforma in corso: carriere separate in arrivo?

Il 16 gennaio 2025, la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura una riforma costituzionale che punta proprio a risolvere questa “aberrazione di ruolo”.

Cosa prevede la riforma?

  • Separazione netta delle carriere: all’inizio della carriera, il candidato magistrato sceglie se diventare giudice o PM.
  • Divieto assoluto di passaggio da una funzione all’altra nel corso della vita lavorativa.
  • Due CSM distinti, uno per giudici e uno per PM.
  • Istituzione di un’Alta Corte disciplinare indipendente da entrambi per giudicare i magistrati.

Se verrà approvata anche dal Senato in due letture (la seconda con maggioranza qualificata o seguita da referendum), l’Italia entrerà finalmente nel gruppo dei paesi con carriere separate.


E nel resto del mondo? Ecco chi fa come noi (e chi no)

Paesi con carriera unica (come l’Italia attuale):

PaeseCarriera Unica?Note
Italia✅PM e giudici condividono percorso, concorso e valutazione
Francia✅Magistratura unitaria con possibilità di cambiare funzione
Portogallo✅Mobilità consentita, soprattutto a fine carriera
Tunisia✅La Costituzione del 2014 sancisce carriera unica

Paesi con carriere separate (cioè “tu accusi, io giudico”):

PaeseCarriere Separate?Note
Germania✅Percorsi separati, ruoli incompatibili
Spagna, Belgio, Grecia✅Stesso modello tedesco
Paesi nordici✅PM parte dell’esecutivo, non magistrati togati
Regno Unito, USA, Canada✅PM sono funzionari pubblici o elettivi, mai magistrati

Insomma: più ti sposti a nord o ovest dell’Italia, più il giudice è “giudice e basta”.


Curiosità (che probabilmente non ti avevano detto)

  • Falcone e Borsellino non erano giudici: erano pubblici ministeri, cioè accusatori dello Stato, non emettevano sentenze.
  • Nelle Corti d’Assise, ci sono anche giudici popolari: cittadini comuni sorteggiati per affiancare i togati nei processi gravi.
  • I magistrati vengono valutati ogni 4 anni, ma quasi tutti passano il controllo. Una coincidenza davvero statistica.
  • Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) è l’organo di autogoverno dei magistrati… ed è composto in gran parte da altri magistrati. Autocontrollo made in Italy.

In sintesi

  • La differenza tra giudice e magistrato sta nella funzione, non nel titolo: il giudice decide, il magistrato può anche accusare.
  • In Italia, finora, si può passare da giudice a PM e viceversa, ma questo sistema è sotto attacco.
  • Una riforma costituzionale approvata dalla Camera (gennaio 2025) vuole istituire due carriere separate, come nella maggior parte dei Paesi europei e anglosassoni.
  • Il dibattito è acceso: chi difende l’indipendenza della magistratura teme una politicizzazione dei PM, chi sostiene la riforma rivendica maggiore equilibrio tra accusa e difesa