Congelare o surgelare, voi sapete già le differenze?

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Congelare o surgelare: facciamo chiarezza

Esiste spesso una gran confusione tra questi due termini, ma per un consumatore consapevole la differenza è sostanziale. Partiamo da un dato di fatto: il 99% dei frigoriferi domestici congela, non surgela.

La Surgelazione: l’eccellenza industriale

La surgelazione è un processo esclusivamente industriale che permette di abbattere la temperatura in tempi rapidissimi, raggiungendo anche i -80°C. Questa velocità è fondamentale: impedisce la formazione di grossi cristalli di ghiaccio che romperebbero le membrane cellulari dell’alimento.

  • Risultato: Le proprietà nutrizionali e organolettiche rimangono pressoché intatte.
  • Il test della temperatura: Un prodotto surgelato correttamente deve presentare una temperatura omogenea in ogni sua parte (ad esempio, non dovrebbero esserci scarti tra il cuore di un pollo e la sua superficie). Poiché non possiamo verificarlo con un termometro al supermercato, la fiducia nella catena del freddo è l’unica nostra garanzia.

Il Congelamento domestico

A casa, la temperatura di conservazione ideale dovrebbe oscillare tra i -18°C e i -25°C. È bene ricordare alcuni punti critici che spesso vengono sottovalutati:

  1. La Brina è un segnale d’allarme: Se trovate brina sulla confezione, l’alimento ha subìto uno sbalzo termico e un inizio di scongelamento.
  2. Batteri e Enzimi: Il freddo non è un disinfettante. Il congelamento non sterilizza e non uccide i batteri; si limita a “sequestrare” l’acqua rendendola indisponibile per la loro proliferazione. Gli enzimi, inoltre, non smettono di agire, ma rallentano soltanto: ecco perché il cibo congelato non è eterno.
  3. L’effetto “carne cotta”: Se la carne cambia colore e appare grigiastra o disidratata, significa che è rimasta a contatto con l’aria. Per evitare questa “bruciatura da freddo” (freezer burn), è fondamentale utilizzare sacchetti sottovuoto o eliminare quanta più aria possibile.

Gestire lo scongelamento in sicurezza

Scongelare a temperatura ambiente è l’errore più comune e pericoloso: favorisce una crescita batterica incontrollata. Le vie corrette sono:

  • In frigorifero (ripiano basso): Il metodo più sicuro.
  • Microonde: Rapido, ma richiede l’uso immediato del cibo.
  • Acqua fredda: Solo se l’alimento è in una confezione sigillata, cambiando l’acqua spesso.

Tempi massimi in frigo dopo lo scongelamento: 24 ore per il pesce, 48 ore per la carne.

Il mito del “non si può ricongelare”

Si può ricongelare un alimento precedentemente scongelato? Solo se è stato cotto. La cottura abbatte la carica microbica che si è sviluppata durante lo scongelamento, rendendo sicuro il nuovo passaggio in freezer. Ricongelare un prodotto crudo, invece, è un rischio biologico che non vale la pena correre.

Cosa NON mettere mai nel congelatore

Alcuni alimenti reagiscono male al freddo estremo per l’alta percentuale d’acqua o per la struttura molecolare:

  • Frutta e Verdura: Anguria, melone, ananas, pomodori crudi e verdure a foglia verde.
  • Uova e Salse: Possono esplodere o impazzire (come la maionese).
  • Latticini freschi: Perdono la consistenza originale.
  • Salumi e Fritti: Il gusto ne esce fortemente penalizzato.
  • Pesce non eviscerato: I processi degradativi dell’apparato digerente non si fermano del tutto.

Tempi di congelamento
Tabella a cura dell’istituto superiore di sanità.

ProdottiMesi di congelamento (-18°C
Carne macinata cruda3-4
Salsiccia1-2
Bovino – Arrosto crudo9
Bovino – Bistecche o fettine crude4-6
Maiale – Arrosto crudo4-6
Maiale – Bistecche o fettine crude3-4
Ovicaprino – Spezzatino crudo2-3
Pollame – Intero crudo10-12
Pollame – A pezzi crudo9
Frattaglie crude1
Pesce magro crudo (es. merluzzo)4
Pesce grasso crudo (es. sgombro)3
Alimenti cotti1-2
Dati estratti da: a cura dell’istituto superiore di sanità