La ragnatela di SpiderMan non è fantascienza ma realtà.

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Alcuni ricercatori tedeschi hanno realizzato un esperimento davvero sorprendente. Il loro obiettivo era potenziare le straordinarie proprietà della ragnatela naturale, trasformandola in un materiale ancora più resistente.

La seta prodotta dai ragni è già di per sé un materiale eccezionale: a parità di peso può risultare più resistente dell’acciaio ed è anche molto più elastica. Partendo da queste caratteristiche, gli scienziati hanno provato a migliorarle ulteriormente con una tecnica avanzata chiamata deposizione atomica a strati.

Questo procedimento consiste nell’esporre il materiale in modo alternato a diversi gas che reagiscono tra loro. Il primo deposita un sottilissimo strato di atomi sulla superficie, mentre il secondo si lega a questo rivestimento formando un nuovo strato. Ripetendo il processo più volte si ottiene un rivestimento estremamente preciso, spesso solo pochi nanometri.

Utilizzando questa tecnica, i ricercatori sono riusciti a rivestire i fili della ragnatela con sottilissimi strati contenenti metalli come zinco, titanio e alluminio. Ancora più sorprendente è che i gas sono riusciti a penetrare anche all’interno della struttura della seta, modificandone le proprietà dall’interno.

Il risultato è stato un materiale con prestazioni meccaniche molto superiori a quelle della ragnatela naturale. In altre parole, qualcosa che ricorda davvero – almeno in parte – la famosa ragnatela di Spiderman.

Perché non usiamo direttamente la seta dei ragni

A questo punto potrebbe nascere una domanda spontanea: se la seta dei ragni è così straordinaria, perché non la produciamo semplicemente su larga scala come facciamo con la seta dei bachi?

Il motivo è curioso ma molto concreto. I ragni sono animali fortemente territoriali e, se tenuti insieme, tendono ad attaccarsi tra loro. In molti casi finiscono addirittura per divorarsi a vicenda. In pratica, se si provasse ad allevare centinaia di ragni nello stesso spazio, nel giro di poco tempo ne resterebbe uno solo.

Questo comportamento rende quasi impossibile l’allevamento industriale dei ragni, a differenza dei bachi da seta che possono vivere tranquillamente in grandi gruppi.

Per aggirare questo problema, gli scienziati stanno cercando metodi alternativi per produrre la seta di ragno. Alcuni esperimenti prevedono l’utilizzo di batteri, lieviti o altri organismi geneticamente modificati per produrre le proteine della seta. In uno studio particolarmente famoso, queste proteine sono state perfino prodotte nel latte di capre geneticamente modificate.

Le possibili applicazioni future

L’obiettivo di queste ricerche è sviluppare nuovi materiali ultraleggeri e ultraresistenti. In futuro potrebbero trovare applicazione nella produzione di tessuti tecnici ad altissima resistenza, materiali compositi avanzati o persino nella realizzazione di ossa sintetiche di nuova generazione.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma questi esperimenti dimostrano quanto la natura possa essere una fonte straordinaria di ispirazione per le tecnologie del futuro.