Piante ornamentali pericolose per i cani

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Piante ornamentali pericolose per i cani

Un cane che annusa, lecca o mastica una pianta non sta necessariamente facendo qualcosa di pericoloso. Però alcune piante comuni, presenti nei nostri appartamenti, sui balconi o nei giardini, possono provocare disturbi anche seri.

Il problema è che molte di queste piante sono bellissime, diffusissime e apparentemente innocue. Un cane, però, non sa distinguere un innocuo ciuffo d’erba da una pianta contenente sostanze capaci di provocare vomito, alterazioni neurologiche, problemi cardiaci o danni al fegato.

Vediamo quindi alcune delle piante più importanti da conoscere.

⚠️ Attenzione: la pericolosità può variare in base alla specie, alla quantità ingerita, alla taglia dell’animale e alla parte della pianta. In caso di ingestione sospetta, contatta un veterinario.

Azalea e rododendro: belle, ma da non sottovalutare

Azalee e rododendri appartengono al genere Rhododendron e contengono sostanze chiamate grayanotossine.

L’ingestione può provocare salivazione, vomito, diarrea, debolezza e, nei casi più importanti, alterazioni della frequenza e del ritmo cardiaco, abbassamento della pressione e sintomi neurologici.

La gravità dipende dalla quantità ingerita, ma non è una pianta da lasciare tranquillamente alla portata di un cane curioso.

Oleandro: una delle piante più pericolose

L’oleandro è molto diffuso nei giardini e lungo le strade, soprattutto nelle regioni mediterranee. Ed è proprio questo a renderlo particolarmente insidioso.

Contiene glicosidi cardiaci, sostanze che possono interferire seriamente con il funzionamento del cuore.

L’ingestione può provocare vomito, debolezza e importanti alterazioni del ritmo cardiaco. In questo caso non bisogna aspettare di vedere se il cane svilupperà sintomi: se si sospetta che abbia mangiato parti della pianta, è opportuno contattare subito un veterinario.

Cicade o palma del sago: attenzione, non è una vera palma

La cosiddetta palma del sago, Cycas revoluta, è una delle piante ornamentali più pericolose per cani e gatti.

Tutte le parti della pianta sono considerate tossiche, ma i semi sono particolarmente pericolosi. Le sostanze contenute nella cicade possono provocare vomito e diarrea, ma soprattutto gravi danni al fegato, problemi della coagulazione, sintomi neurologici e, nei casi più gravi, la morte.

Questa è una delle piante che personalmente terrei completamente fuori dalla portata di un cane. Non vale la pena giocare alla roulette botanica.

Ciclamino: il tubero è la parte più pericolosa

Il ciclamino è una pianta molto comune nelle nostre case.

Può provocare salivazione, vomito e diarrea, ma il rischio aumenta soprattutto se il cane riesce a ingerire il tubero, dove sono maggiormente concentrate le sostanze tossiche.

Una piccola differenza botanica, in questo caso, può fare una grande differenza pratica: una foglia rosicchiata e un tubero scavato dal vaso non sono la stessa cosa.

Tulipani, narcisi, giacinti e altri bulbi

Molti dei fiori che annunciano la primavera possono rappresentare un problema per i nostri animali.

Tulipani, narcisi e giacinti possono provocare vomito, diarrea e salivazione. Il problema principale riguarda soprattutto i bulbi, nei quali le sostanze irritanti possono essere maggiormente concentrate.

Inoltre, se un cane ingerisce un pezzo consistente di bulbo, oltre alla tossicità può esserci anche un rischio meccanico di ostruzione gastrointestinale.

Pothos, filodendro e dieffenbachia: il problema sono i cristalli

Queste piante sono molto comuni negli appartamenti.

Pothos, filodendro e dieffenbachia contengono microscopici cristalli insolubili di ossalato di calcio. Quando il cane mastica la pianta, questi cristalli possono provocare una forte irritazione della bocca e del tratto gastrointestinale.

I sintomi più comuni sono salivazione, nausea, conati, vomito e difficoltà a deglutire. Nei casi più importanti può comparire un gonfiore significativo della bocca e della gola.

Non sono generalmente tra le piante più letali, ma questo non significa che siano innocue.

Aloe: attenzione a non confondere la pianta con il gel purificato

Qui vale la pena fare una distinzione importante.

L’aloe vera come pianta contiene sostanze che possono provocare disturbi gastrointestinali nei cani. Questo non significa automaticamente che ogni prodotto a base di aloe abbia gli stessi effetti: il gel purificato, opportunamente lavorato e privo delle componenti irritanti del lattice, è una cosa diversa dalla pianta masticata direttamente.

Insomma, “aloe” non è una parola magica che rende automaticamente tutto innocuo o tutto tossico: bisogna sapere esattamente di quale parte e di quale preparazione stiamo parlando.

Attenzione anche alle piante che sembrano meno pericolose

Esistono poi numerose altre piante che possono provocare problemi nei cani, tra cui alcune specie di:

  • edera;
  • dracena;
  • crisantemo;
  • kalanchoe;
  • schefflera;
  • ficus;
  • amarillide;
  • agrifoglio;
  • aloe;
  • iris.

Non tutte provocano lo stesso tipo di intossicazione e non tutte hanno la stessa pericolosità. Alcune causano principalmente irritazione gastrointestinale, altre possono avere effetti più importanti sull’organismo.

Per questo motivo, quando si acquista una nuova pianta, è sempre una buona idea controllarne il nome botanico e verificare la sua compatibilità con gli animali domestici.

Una precisazione importante sui gigli

Quando si parla di gigli bisogna evitare una semplificazione molto diffusa.

Alcuni gigli, in particolare quelli appartenenti ai generi Lilium e Hemerocallis, sono tristemente noti soprattutto per la loro estrema tossicità nei gatti, nei quali anche piccole esposizioni possono provocare una grave insufficienza renale.

Questo non significa che tutte le piante chiamate comunemente “giglio” abbiano lo stesso effetto nei cani. Il nome comune, infatti, può trarre in inganno: specie botaniche diverse possono avere tossicità completamente differenti.

Ecco perché, quando possibile, è sempre meglio identificare la pianta con il suo nome scientifico.

Cosa fare se il cane mangia una pianta sospetta

La prima regola è semplice: non improvvisarsi veterinari.

Non bisogna provocare il vomito di propria iniziativa e non bisogna somministrare latte, olio, sale o altri improbabili “rimedi della nonna”. Alcuni di questi interventi possono addirittura peggiorare la situazione.

La cosa più utile da fare è:

  • allontanare il cane dalla pianta;
  • cercare di identificare con precisione la specie;
  • fotografare la pianta e, se possibile, conservare un campione;
  • valutare quanto materiale potrebbe essere stato ingerito;
  • contattare il veterinario, soprattutto se la pianta è nota per essere tossica o se compaiono sintomi.

Prevenire è molto più semplice che curare

La soluzione migliore resta la più banale: sapere quali piante abbiamo in casa e in giardino.

Un cane adulto e tranquillo potrebbe ignorare completamente una pianta per tutta la vita. Un cucciolo, invece, può decidere improvvisamente che quel vaso è il suo nuovo buffet botanico.

Le piante non sono nemiche dei nostri animali e non è necessario trasformare casa in un bunker privo di verde. Basta scegliere con un minimo di consapevolezza e mettere fuori portata le specie realmente problematiche.

Perché, diciamolo: se dobbiamo preoccuparci del cane, almeno che sia perché ha deciso di inseguire un gatto o di rubare una bistecca dal tavolo. Non perché abbiamo sottovalutato un innocente vaso di fiori.