Palloncini e lanterne cinesi: il lato oscuro di un gesto “innocente”

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palloncini

L’impatto ambientale dei palloncini

Ogni anno, centinaia di migliaia di palloncini vengono lanciati in aria per commemorazioni, feste o eventi pubblici. Un gesto apparentemente poetico, che però ha un risvolto ambientale devastante. Una volta liberati, infatti, il 90-95% dei palloncini sale in atmosfera fino a circa 3.000 metri, dove la pressione li fa esplodere in frammenti sottili che ricadono lentamente sulla Terra. Questi residui finiscono su terreni agricoli, nei fiumi o direttamente in mare, entrando nella catena alimentare naturale come plastica o microplastica.

Uno studio condotto su 1.733 uccelli marini di 51 specie diverse ha mostrato che i frammenti di palloncini sono 32 volte più mortali rispetto alla plastica dura: basta un solo pezzo ingerito per provocare ostruzioni fatali nel tratto digerente. Quando gli oggetti ingeriti diventano nove, la probabilità di morte sale al 50%; con 93 frammenti è praticamente del 100%.

Durante la International Coastal Cleanup del 2019, organizzata dall’Ocean Conservancy, sono stati raccolti oltre 100.000 palloncini abbandonati sulle spiagge di tutto il mondo. In alcune aree dei Grandi Laghi americani, studi condotti da volontari hanno stimato fino a 960.000 palloncini Mylar dispersi annualmente su pochi chilometri di costa. Anche le analisi dell’ente ambientale australiano ESC dimostrano che la quasi totalità dei palloncini rilasciati si frammenta in quota, generando residui che precipitano e si accumulano negli ecosistemi terrestri e marini.

Un pericolo per la fauna marina

Le tartarughe marine confondono spesso i frammenti di lattice con meduse, uno dei loro alimenti principali. L’ingestione causa ostruzioni intestinali, fame e morte. Uccelli, delfini e foche possono rimanere impigliati nei nastri o nelle corde che accompagnano i palloncini, con conseguenze letali. Le immagini documentate da ONG e centri di recupero marino mostrano animali strangolati, arti deformati o amputati, e casi di soffocamento.

Il mito del “lattice biodegradabile” è un’altra falsa sicurezza. I palloncini pubblicizzati come ecologici contengono additivi e coloranti che rallentano enormemente la decomposizione. In condizioni naturali, un frammento di lattice può impiegare fino a 4 anni per disgregarsi completamente, mentre quelli in Mylar (nylon metallizzato) possono resistere oltre vent’anni, contribuendo alla formazione di microplastiche persistenti.

Nel Regno Unito, il numero di palloncini trovati sulle spiagge è più che triplicato in dodici anni, passando da 3,4 a 11,5 palloncini per chilometro di litorale. Nel Mar Baltico, si stima che vengano rilasciati oltre 460.000 palloncini ogni anno, una quantità che evidenzia la scala globale del problema.


Lanterne cinesi: una minaccia volante

Anche le lanterne cinesi o sky lanterns, spesso associate a festività e celebrazioni, rappresentano un serio rischio ambientale e di sicurezza. Composte da carta, un telaio metallico o in bambù e una piccola fiamma, possono percorrere chilometri prima di ricadere ancora incandescenti. Il pericolo di incendi boschivi è reale: bastano condizioni di vento o siccità per trasformare uno spettacolo notturno in una tragedia.

Una volta cadute a terra o in acqua, le lanterne rilasciano parti metalliche e frammenti che restano nell’ambiente per mesi o anni. Animali selvatici e bestiame possono ingerire il filo metallico o rimanere impigliati nella struttura, con esiti gravi. In molte zone rurali del Nord Europa, le autorità hanno documentato casi di bovini morti dopo aver ingerito resti di lanterne cadute nei pascoli.

Nonostante alcune versioni moderne vengano pubblicizzate come “biodegradabili”, nessuna lo è realmente in tempi compatibili con la sicurezza ambientale. Per questo diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Germania e Svezia, hanno introdotto divieti totali o severe restrizioni sull’uso delle lanterne volanti, riconoscendone l’impatto ecologico e il rischio d’incendio.


L’Italia non è un’eccezione

Anche nel nostro Paese, i palloncini e le lanterne cinesi rappresentano un problema crescente, seppure ancora sottovalutato. Secondo i dati di Legambiente, nelle campagne di Clean Up the Med e Spiagge e Fondali Puliti, i palloncini rientrano stabilmente tra i primi dieci rifiuti più raccolti lungo le coste italiane, insieme a tappi di bottiglia, mozziconi di sigaretta e frammenti di plastica.

Nel 2023, le analisi di Legambiente e del progetto Beach Litter hanno evidenziato una media di 730 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia in Italia, di cui circa il 5% riconducibile a frammenti di palloncini, nastri o resti di lanterne. Le zone più colpite risultano quelle del Tirreno meridionale e dell’Adriatico centrale.

A livello normativo, alcune regioni italiane hanno già adottato misure restrittive:

  • Emilia-Romagna e Puglia hanno introdotto ordinanze comunali che vietano il rilascio di palloncini in aria durante feste pubbliche.
  • Trentino-Alto Adige e Veneto scoraggiano ufficialmente l’uso di lanterne volanti, in particolare nei periodi di siccità o rischio incendi.

L’Italia, per ora, non dispone di un divieto nazionale, ma la crescente sensibilità ambientale e la pressione delle associazioni ecologiste stanno spingendo verso una regolamentazione più severa. Alcuni Comuni (come Rimini, Capri e Siena) hanno già emanato ordinanze locali che vietano o limitano severamente entrambi i fenomeni.


Un gesto poetico che lascia ferite reali

Lanciare in aria un palloncino o una lanterna sembra un atto di leggerezza, ma il loro viaggio termina spesso in mare o nei campi, dove diventano trappole silenziose per gli animali e nuove sorgenti di microplastiche. Ogni palloncino rilasciato può percorrere chilometri, frammentarsi e impiegare anni per sparire.
Il cielo si illumina per pochi minuti, ma le conseguenze restano sulla Terra per decenni.

“Fonti principali” NOAA, Legambiente, Ocean Conservancy, ScienceDaily,